Senza

Da due anni a questa parte sfidiamo le intolleranze alimentari cercando di creare dessert che siano buoni per tutti, senza creare una sorta di “Proposta” alternativa.
Perché? Ovviamente ci piace manipolare e ci sentiamo capaci di poter creare qualcosa di speciale anche senza gli ingredienti “Nobili” della pasticceria.
Lo abbiamo fatto con il cioccolato e l’olio d’oliva, o con la frutta di stagione, creando delle vere e proprie storie dietro il dessert stesso, che fossero deliziose e appassionanti, per tutti.

In questi giorni, provando per un nuovo dessert, abbiamo iniziato a sviluppare l’idea del frollìno cotto a vapore.
Volevamo che fosse come un frollìno al burro “danese” (quindi con un sentore di burro noisette) ma che avesse gusto di latte e che fosse completamente senza glutine.

Il risultato dopo un paio di prove di cottura è davvero interessante.
Farina di riso, burro noisette, lecitina di soja, zucchero, sale, latte in polvere gli ingredienti.
Non necessariamente in questo ordine.

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3 pensieri riguardo “Senza

  1. Ciao Luca!
    Di fronte a questi esercizi, per quanto interessanti (e buoni) siano, mi chiedo sempre dove sta il confine tra l’ostinazione e la creatività.
    Mi spiego meglio perchè non voglio embrare polemico, sono solo curioso del tuo parere in merito.

    Non pensi che la cucina mondiale sia abbastanza matura da poter creare piatti di livello senza per forza rincorrere il “x ma senza y”? (dove x ricorda più o meno qualcosa di classico e conosciuto)

    E.g.: il pan di spagna senza glutine, il tiramisù vegano e potrei andare avanti all’infinito.

    Se vivessimo in un pianeta dove le uova non esistono non ci avremmo neanche mai pensato al soufflé. Ma magari avremmo creato altro.
    Quindi se mi proibisco le uova e mi libero dal dare un surrugato (parola brutta) non potrei scoprire frontiere davvero inesplorate?

    Vedo sempre più spesso questi giochi di “imitazione”.
    Ma non saremo forse davvero indipendenti dalle intolleranze quando non ci penseremo più?
    (altrimenti finiremo come chi per non sembrare omofobo a ogni occasione ricorda che ha amici gay)

    1. Ciao Jonathan,
      Ti ringrazio per lo spunto, che mi fa riflettere.
      Oggi il mondo delle intolleranze alimentari è sempre più grande e vasto, in enoteca ci capita sempre più spesso di avere ospiti che hanno intolleranze/Allergie alimentari davvero complicate per chi, come noi, deve offrire sempre il massimo.
      Questo ci ha portati molto spesso a dover improvvisare un dessert celiaco/no latticini/ no frutta secca ecc. e di questo non ne ero soddisfatto, semplicemente volevo qualcosa in più.

      Oggi abbiamo le tecnologie e la capacità mentale per innovare senza ricorrere ad altro, ma nel caso della cucina, in generale, molte volte abbiamo bisogno di introdurre un argomento a chi non Sa Di cosa stiamo parlando partendo da una forma o base conosciuta( tiramisù. Pan di Spagna. Gelato).

      Questo ci permette di avere una base solida gastroculturale ( so come si fa il pan di Spagna, adesso che so come siamo riusciti a farne uno senza farina comprendo meglio lo sforzo) per poter creare qualcosa di realmente nuovo.
      Per fare tutto ciò ci vuole tempo, noi siamo giovani, ne abbiamo tanto, e non ce lo faremo sfuggire.
      Ti ringrazio per il commento!
      E ti auguro un buon week-end 🙂

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