My 2010 Wishlist :

I Wish…..

Vorrei leggere di piu’,ritagliare piu’ tempo per letture gastronomiche.
Vorrei veder nascere piu’ blog,siti e diari gastronomici di amici e colleghi,e’ bellissimo.
Vorrei non ascoltare piu’ polemiche e storie strane, dalla tv , dai media non professionali e da falsi giornalisti.
Devo viaggiare di piu’.
Devo Assaggiare di piu’.
Vorrei creare di piu’, e non averne abbastanza.
Vorrei che voi,che leggete, trovaste sempre piu’ interessanti le cose che scrivo, e’ il mio desiderio piu’ grande.
Vi Auguro un fantastico 2010!

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Le cose che ho imparato


1. SCRIVERE E’ DIFFICILE

Come le lavorazioni di cioccolato,come fare un caramello o affrontare il servizio in un pass, sei veramente bravo a scrivere solo se lo fai con regolarita’, penso che la scrittura sia cambiata parecchio, anche solo dopo una dozzina di post, certo mi ha aiutato l’uso di moleskine che porto in giro con me,per scrivere appunti o note quando ho un minuto,per fissare una idea o un concetto,e’ diventata una routine,e tiene i miei pensieri organizzati. Sto probabilmente scrivendo piu’ adesso che negli anni di scuola.Mi piace.

2.LA FOTOGRAFIA E’ UN IMPEGNO,DURO

Quando pensavo all’idea del blog,pensavo in fotografia, oggi l’arte culinaria e’ sempre piu’ catturata con istantanee dentro la cucina,per catturare il momento e i processi di preparazione,quindi volevo incorporare quanta piu’ fotografia possibile,per cercare di far entrare il lettore dentro il mondo culinario.Non ho studiato fotografia, magari un giorno lo faro’, adesso,sono un amateur con istinto.

Quello che vedete, anziche’ piatti finiti, sono piccoli dettagli,che lasciano intendere.

3.MANTIENI LE PROMESSE

E’ un bel consiglio in generale,ma quando prometti qualcosa in rete,devi mantenere, anche se e’ un post piccolo ma intenso, un giro di foto,o un racconto di visite o viaggi, i lettori ti ripagheranno.

Non scrivo post ogni giorno,le giornate di lavoro non me lo permetterebbero,avrei bisogno di un giorno piu’ lungo,ma eventualmente cerco di ripagare le attese,concentrandomi piu’ sulla qualita’ di un post che sulla quantita’,proprio come in cucina.

4.SCEGLI LE PAROLE CON CURA

Certo, e’ da considerare che tutto quello che scrivi e’ per tutta la gente fuori, e tutti lo possono vedere,come tutti i media,puoi cancellare e riscrivere tante cose,pero’ e’ importantissimo scegliere le parole con cura,ricordando che tanta gente le leggera’, io penso che ci sia ,oggi,una linea sottilissima che separa cio’ che e’ pubblico, e cio’ che e’ privato.

Infatti se parli male o scrivi male ti ritornera’ indietro e ti mordera’,non che mi sia successo,sono solo molto coscienzioso, e penso che le mie opinioni sono mie e basta.

5 L’IMPORTANZA DELLA COMMUNITY

Per un po’ la mia opinione delle internet communities era un po’ scarsa,soprattutto per la prevalenza di tanti anonimi che postano cose negative e ignoranti,e se non sai bene dove guardare, cercare di trovare chiarezza nel mondo gourmet o in generale,e’ molto difficile.

Inserendomi nella rete, accompagnando l’innumerevole quantita’ di food blogs,moltissimi scritti da esperti del settore,mi ha portato a conoscere e a stare in contatto con tanta gente, che non conoscevo, o che conoscevo solo di nome, e a scambiare esperienze e informazioni, mi ispira tanto,e comunque, mostra che il mondo e’ davvero piccolo.

6.FAI ATTENZIONE A QUELLO CHE GLI ALTRI DICONO

Con la proliferazione di tanti blog, non e’ sorprendente trovare tante ripetizioni di soggetti,certo e’ garantito che le voci e i soggetti dietro sono unici e fanno la notizia diversa, ma aiuta essere aggiornati su quello che altri professionali fanno.

Solo perche’ non lo hai visto,non significa che non e’ gia’ la’ fuori.

7.LE COSE EVOLVONO,E CAMBIANO, SEMPRE

Cosa volevo fare quando ho scritto il primo post? Be’ avevo un po’ paura,confesso,pero’ l’idea e il concetto e’ lo stesso,e bisogna credere in un progetto , e’ la base, e senza crederci,be’ puoi chiudere perche’ non verra’ nessuno….io cerco di mantenere uno standard, una storia o un post tematico,sono note che scrivo da una cucina, quindi parlo degli stati d’animo di un cuoco, entrando sempre e guardando il tutto in maniera filosofica,certo ci sono e ci saranno ricette, ma io il blog lo vedo come una moleskina gigante,da leggere e da sfogliare.

Mi evolvero’,chiaro, e la mia scrittura con me…..spero non in peggio.

Proprio l’altro giorno ho letto una frase nel libro di ALBERT ADRIA , NATURA che dice:

“Quando altri colleghi mi dicono le paroline magiche”Sto scrivendo un libro!”, Gli rispondo che la vita di un professionista e’ una pistola con sei colpi e scrivere un libro significa spararne uno,quindi e’ importante fare del proprio meglio e buttarsi nel progetto con tutto te’ stesso,per farlo diventare un bel colpo”

Forse per me il blog e’ uno di quei sei colpi….forse continuare mi aiutera’ ad alimentare il sogno di un libro, o di aprire il mio locale, o forse e’ solo uno svago, che puo’ essere utile a tanta gente.

Allora solo con questo,saro’ contento di aver sparato il mio colpo.

Cos’e’ Cosa.




La pasticceria è una parte dell’arte culinaria, dedicata esclusivamente alla preparazione di alimenti dolci quali paste farcite, pasticcini, torte, biscotti, praline, cioccolatini, canditi e simili. La pasticceria è un’arte che appartiene specificamente alla tradizione culinaria europea e alle tradizioni che da essa si sono generate, come quella Americana o creola.

Miele o zucchero? La nascita del concetto di portata dolce [modifica]

Questa arte ha visto una notevole espansione negli ultimi quattro secoli e in concomitanza con una maggiore reperibilità di alcuni ingredienti sul mercato, primo fra tutti lo zucchero. L’elemento dolce, infatti, rimase per secoli derivato dalla frutta, dal mosto e soprattutto dal miele, che veniva aggiunto come ingrediente di complemento a molti altri. Il miele viene affiancato intorno all’anno 900 D.C. dallo zucchero di canna, importato come spezia dai territori arabi. Solo a partire dal 1500 lo zucchero viene importato dalle Americhe divenendo un ingrediente più comune. Lo zucchero di barbabietola renderà l’Europa autonoma nella preparazione di dolci rispetto alle importazioni. Questo taglierà nettamente i costi e darà un impulso considerevole alla produzione dolciaria, che conobbe una vera e propria esplosione definendo la propria autonomia rispetto alla gastronomia globalmente intesa.

La mia domanda e’, riusciremo,per una volta, a prendere sul serio questo momento del menu’ e a dargli la relativa importanza,e metterlo allo stesso piano delle portate precedenti?

Cioccolato fluido,bergamotto,finocchio



Gli elementi di questo piatto includono:

Crema fluida di cioccolato al latte e miele di arancio , pitturata con cioccolato con un aerografo a compressione
Sable’ al finocchio
Gelato bianco di foglie di bergamotto (le foglie sono state infusionate a freddo per 24 ore con la base bianca)
Salsa al cioccolato Tanzanie 75% con una nota di radice di liquirizia in polvere
Fiori di rosmarino
Finocchio fresco
Mi piace pensare e definirlo un piatto che visualmente ha tante referenze,ma che a livello gustativo risulta goloso,complesso, piacevole e rilassante allo stesso tempo, tutti i sapori sono stati rispettati al massimo ed hanno una armonia interessante,questo,per me, lo rende unicum.

Clicca sull’immagine per apprezzare la foto nei dettagli

Ore 8.00 am da casa

Odore di terra umida, un arcobaleno, cominciare un altro giorno al massimo, so che non sentiro’ di nuovo questa sensazione,questo e’ quello che la natura ci regala.

Tutto quello che possiamo fare e’…….apprezzare e farci ispirare e sapere, che le idee sono infinite, e che 100 anni non basterebbero per vederle fatte e finite.
Tutto quello che possiamo fare e’…..