Atmosfere?






A volte dare un ‘aspetto o un ‘atmosfera militare con occasionali abusi verbali nelle grandi cucine viene interpretato come uno shock dalle persone che lavorano in questo settore,certamente ti ritrovi davanti alle guerre tra sala e cucina, ma anche alla assoluta disciplina nella catena gerarchica della cucina,dallo chef fino all’ultimo commis.

Non voglio entrare e neanche fare classifiche ne’ dare giudizi,ma naturalmente,quando il tempo passa queste storie diventano leggende,raccontate,per ridere,per riflettere o per far capire quanto e’ importante il lavoro e la struttura nella quale lavoriamo,ma sono sicuro che quel giorno e quel momento,chi la racconta non doveva essere tanto felice..

Per alcuni chef, la ‘linea dura’ deve e dovra’ persistere,per altri, quello che loro stessi hanno subito e’ stato troppo per infliggerlo alla nuova generazione di camerieri e cuochi, e certamente al giorno d’ oggi ci sono tanti chef che seguono ancora la old school.

Io sono per le regole,gli standard e l’intensita’ del lavoro, ho imparato a non passare piu’ quella linea, gia’ passata diverse volte,perche’?

Con il passare del tempo questa visione sta diventando futile per me,lo trovo un grosso dispendio di energie, la trovo una grossa perdita per l’azienda, naturalmente alla fine della giornata,l’umiliazione e la colpevolezza non sono proprio delle cose bellissime per motivarmi.

Sara’ un po’ hyppie…..pero’ ti accorgi che cuochi felici fanno si’ che il piatto finale sia migliore…non ridete….

Ho anche notato che le reazioni aggressive tendono a peggiorare le cose,quando un vassoio cade in sala, bruciamo i croccanti,o i piatti cadono a terra e si rompono in diecimila pezzi, a cosa servono realmente la rabbia e le urla? Risolverebbe davvero i problemi e aiuterebbe a non farlo accadere di nuovo?

Mmmm non credo.

Senza dubbio, ci sono gli impulsi umani che prendono il sopravvento nelle situazioni di stress estreme, ma distribuire la calma poco a poco, quando niente succede e’ la cosa migliore da fare per….prevenire.

Tutti abbiamo avuto i nostri momenti e, credetemi, ho avuto i miei momenti forti, ho gridato e battuto i piedi, bisogna ammetterlo e non penso che bisogna provare

Vergogna ad ammettere i propri errori, gli errori li fanno tutti, anche se non ci sono ragioni per commetterli,e quando si fanno ti possono fare incazzare,ma gli errori,li fanno proprio tutti.

Cerco di tramutare quei momenti in una sorta di ‘amore pesante’, e cerco di maneggiare ogni situazione con calma, per poi rifletterci quando sono solo in cucina a fine servizio con la mia lista,eppure, anche se vedo una decina di cose al giorno che potrebbero portarmi al limite,cerco l’approccio facile,quello riflessivo, e questo si nota quando di notte dormi da dio.

La civilta’ al lavoro ci porta ad essere piu’ sereni, e piu’ concentrati di quanto potessimo essere in un momento di timeline del servizio, un pensiero molto importante mi viene da uno degli ultimi stagisti arrivati al ristorante, mi ha detto che siamo in uno dei ristoranti piu’ civilizzati e sereni che ha visto ultimamente,mi fa sentire bene,e contento, e mi fa pensare,che forse sto iniziando a fare le cose nella maniera giusta.

A voi la parola.

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5 pensieri riguardo “Atmosfere?

  1. Mi piace il concetto di " amore pesante " , imparare dagli errori è essenziale serve a migliorarsi …. guai a inseguire il perfezionismo .. in fondo lo chef è un artigiano.. elabora, costruisce, innova e crea … i suoi prodotti , i suoi piatti sono sempre unici e diversi, malgrado gli ingredienti e le dosi sia sempre uguali il sapore risulterà diverso forse solo e perchè il mio palato è diverso rispetto a …. un abbraccio . Pap..one

  2. Condivido a pieno quello che scrivi,sotto stress molte persone lavorano male,compreso me,per non parlare dell’alto rischio di infortuni.Mi sono trovato in situazioni veramente pesanti,capaci di farmi dimenticare le nozioni basilari di cucina.Molti chef attuano questo sistema per annullare una persona,per tenerla al guinzaglio,cosa orrenda.Sono daccordo con la serieta in cucina,con il rispetto delle regole,ma quando uno chef ti “buongiorno un c…..”la cosa non va bene.

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